Realizzare lunghe esposizioni senza filtri ND

Faccio seguito al mio articolo in cui spiegavo come ‘fondere’ due immagini, con il programma di fotoritocco Photoshop, per ottenere l’effetto tipico dei filtri NDG (filtri neutri digradanti).
Colgo l’occasione per ringraziare Stefano Candotti che con il suo successivo articolo, ha riscritto la procedura per gli utenti di GIMP.
ND1

Quante volte ci siamo soffermati su particolari foto di paesaggi in cui il mare sembrava seta, il cielo aveva nuvole fuggenti ed indistinte, oppure su foto di luoghi affollati in cui le persone erano macchie indistinte oppure completamente assenti?
Queste foto, le classiche lunghe esposizioni, si ottengono con un apposito filtro ND (Neutral Density) da avvitare sul proprio obiettivo. Scopo di tale filtro (dall’aspetto grigio o completamente nero) è quello di attenuare la luce incidente nella nostra fotocamera per consentirci di ‘allungare’ i tempi di esposizione e di ottenere, quindi, anche in piena luce solare, tempi di esposizione di svariati secondi (se non di minuti). L’effetto sarà quello di veder ‘scomparire’ le onde, di vedere le striature del movimento delle nuvole, di eliminare dal nostro scatto gli oggetti in movimento presenti nell’inquadratura (autoveicoli, passanti).
I filtri ND esistono in varie ‘gradazioni’: ND2, ND4, ND8 (che tolgono rispettivamente 1,2 e 3 stop) oppure in versioni più ‘decise’ che riescono a raggiungere i 9 e i 10 stop di riduzione di luminosità.
Tali filtri, come abbiamo detto, andranno applicati sul nostro obiettivo e, per questo, a seconda dell’obiettivo utilizzato, dovremo procurarci il filtro ND con la filettatura adeguata.
Questo articolo nasce proprio dall’esigenza di effettuare foto a lunga esposizione in quei casi in cui è materialmente impossibile utilizzare un filtro ND per realizzarle, ricorrendo alle potenzialità offerte dagli odierni programmi di fotoritocco (utilizzeremo, in questo caso, Photoshop Extended).

Ecco alcuni esempi in cui è impossibile l’utilizzo del filtro ND:

1) utilizzo di lenti per cui non è possibile montare un filtro ND: si pensi, ad esempio ai fish-eye o a lenti particolari non dotate di filettatura per il montaggio di filtri a vite (come l’ultragrandangolare Sigma 12-24);

2) fotografi che utilizzano una fotocamera compatta o un fotocellulare: anche qui manca la filettatura per il montaggio di filtri;
3) situazioni in cui non si utilizza un cavalletto: perché non lo si possiede, perché non lo si è portato con noi, oppure perché non lo si può usare (interni di chiese, musei, mezzi pubblici, treni ed, in generale, luoghi in cui il suo uso è vietato o potrebbe arrecare disturbo);
4) fotografi senza filtro ND (sembra banale ma non sempre si possiedono tali filtri o, magari, non li si hanno dietro nel momento in cui servono);
5) fotografi che volessero utilizzare il proprio ND su un obiettivo con un diametro filtro differente (i filtri Neutral Density, di solito, si acquistano per un tipo determinato di lente, non per tutto il nostro corredo ottico).

Le necessità di utilizzo sono vaste e non escludono neanche, come abbiamo visto, i fotografi dotati dell’attrezzatura necessaria  (a volte, inoltre, si esce a far foto senza portarsi dietro tutta la strumentazione necessaria per un corretto scatto a lunga esposizione).

Quello che ci occorrerà è quanto segue:
a) fotocamera: che sia reflex, bridge o compatta (l’importante è che sia digitale e non a pellicola);
b) possibilità di stazionare nello stesso punto (per effettuare le nostre foto) senza spostarci;
c) scatto a mano libera abbastanza fermo oppure utilizzo di un cavalletto nel caso in cui ci mancasse solamente il filtro ND (o volessimo usare lenti particolari a cui non possiamo applicarlo).

Fatte le dovute premesse, possiamo ora descrivere la procedura per ottenere praticamente quello di cui abbiamo finora parlato.

Il primo passo è quello, dopo aver scelto la ‘composizione’ della nostra fotografia, di ottenere una serie di foto ‘identiche’ scattate a breve distanza l’una dall’altra: una buona velocità di esecuzione (tenendo anche conto del limite di buffer della nostra fotocamera e/o della velocità di memorizzazione della nostra scheda di memoria) potrebbe essere di 2-4 secondi tra ogni scatto.
L’importante è che la fotocamera venga mossa il meno possibile tra uno scatto e l’altro e, per questo, potremo aiutarci prendendo dei punti di riferimento all’interno del fotogramma, magari vicino ai bordi del mirino, in modo tale da utilizzarli per riposizionare l’inquadratura (o tenerla ferma) durante la serie di scatti. Il nostro programma di fotoritocco provvederà, poi, a compensare le piccole variazioni di inquadratura.
La bontà di tale tecnica è direttamente proporzionale al numero di scatti che effettueremo: se pensiamo ad un filtro ND è come se la fotografia finale si formasse con una serie ‘infinita’ di immagini, senza soluzione di continuità, che impressionano il sensore, istante dopo istante; nel nostro caso, invece, dovremo lavorare con una serie ‘finita’ di istanti discreti: va da sé che, se si vuole ottenere un risultato ‘simile’ a quello di un filtro ND, si dovrà mettere in preventivo un gran numero di scatti (per esperienza personale, un numero di almeno 15-20 scatti è necessario per risultati accettabili).

lunghe_exp_4

Realizzata la nostra serie di scatti, una volta davanti al pc, carichiamoli in Photoshop dal menù FILE > SCRIPT > CARICA FILE IN SERIE, spuntando le caselle Tenta di allineare… (questo solo se non abbiamo utilizzato un cavalletto) e Crea oggetto avanzato…:

lunghe_exp_3

A questo punto andiamo nel menù LIVELLO > OGGETTI AVANZATI > METODO SERIE IMMAGINI e selezioniamo MEDIA ed otterremo il nostro scatto finale.

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Per farvi un esempio pratico, prendiamo questi 12 scatti effettuati nell’arco di 2 minuti circa:

Dopo la procedura appena descritta, il risultato finale sarà questo:

lunghe_exp_5

Nel caso in cui, invece, volessimo ‘eliminare’ degli oggetti in movimento (che fossero di disturbo) dalla nostra foto come, per esempio, nel caso di foto di architettura, il METODO SERIE IMMAGINI da utilizzare sarà quello INTERMEDIO: l’effetto sarà quello di far ‘sparire’ tutti gli oggetti e persone che non siano rimasti fermi per l’intera serie dei nostri scatti. Anche qui, maggiore sarà il numero di scatti effettuati, migliore sarà il risultato finale.

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Volendo ora confrontare sul campo l’effetto di un vero filtro ND con quello che si otterrebbe con questa tecnica, ho realizzato una lunga esposizione nella seguente situazione:

Ho realizzato la ‘stessa foto‘ utilizzando dapprima un filtro ND ‘vero’ e, successivamente, una serie di 40 scatti realizzati senza filtro ND (una serie con cavalletto ed una a mano libera, successivamente ‘elaborate’ con la tecnica descritta in questo articolo).

Il risultato è riportato qui di seguito, scaricabile ad alta risoluzione cliccando sull’immagine:

 

Come si può osservare dal confronto dei tre scatti, il risultato del ‘vero’ filtro ND è inarrivabile, perlomeno con un numero di scatti comunque consistente (40) ma che risulta sempre lontanissimo da quella ‘sommatoria infinita’ di immagini ‘senza soluzione di continuità’ catturata nel primo scatto mediante l’utilizzo del filtro Neutral Density.

La conclusione è quella di utilizzare questa tecnica laddove sia impossibile usare un vero filtro ND.

Un buon compromesso che è sempre meglio di niente ma che, comunque, non potrà mai sostituire completamente l’effetto particolarissimo di questa tipologia di filtri.

Buona luce!

10 thoughts on “Realizzare lunghe esposizioni senza filtri ND

  1. vorrei rigraziare, oltre a Giovanni, tutti gli altri che hanno partecipato all’esperimento e chiedervi se l’esposizione (come credo) sia sempre rimasta invariata (settata in manuale, suppongo)
    e vorrei suggerire, a chi avesse una macchina che ne è dotata l’uso dell’intervallometro, che è anche piuttosto interessante quando si vogliano montare le sequenze in una specie di filmato, diciamo così.

  2. L’esposizione è stata effettuata in automatico, in priorità dei diaframmi, come uso fare.
    L’importante è ottenere delle foto correttamente esposte, non mosse, per poi ‘fonderle’ assieme.
    Ottimo suggerimento l’intervallometro (con cavalletto annesso) per poter effettuare anche dei filmati ‘creativi’…

  3. Ciao a tutti,
    è possibile usare GIMP al posto di PHOTOSHOP ?
    Se è possibile mi spiegate come fare?
    Grazie a tutti e complimenti !
    Alberto 🙂

    • E’ possibile e, se non erro, la procedura era stata sviluppata da un mio amico.
      Dovrei recuperarla e postarla, appena (e ammesso che) la dovessi ritrovare…

  4. Ciao, scusa, io ho photoshop cc, ma non ho l’opzione “crea oggetto avanzato……ecc”, c’è un motivo? Grazie comunque di questo articolo! Bravi.

    • Probabilmente stai utilizzando la versione ‘base’ di Photoshop e non quella Extended che, purtroppo, è necessaria per i comandi necessari alla procedura…

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