AGGIORNAMENTO – Realizzare lunghe esposizioni senza filtri ND

Piccolo aggiornamento al mio articolo su come realizzare lunghe esposizioni senza filtri ND:

Volendo confrontare sul campo l’effetto di un vero filtro ND con quello che si otterrebbe con questa tecnica, ho realizzato una lunga esposizione nella seguente situazione:

Ho realizzato la ‘stessa foto‘ utilizzando dapprima un filtro ND ‘vero’ e, successivamente, una serie di 40 scatti realizzati senza filtro ND (una serie con cavalletto ed una a mano libera, successivamente ‘elaborate’ con la tecnica descritta in questo articolo).

Il risultato è riportato qui di seguito, scaricabile ad alta risoluzione cliccando sull’immagine:

 

Come si può osservare dal confronto dei tre scatti, il risultato del ‘vero’ filtro ND è inarrivabile, perlomeno con un numero di scatti comunque consistente (40) ma che risulta sempre lontanissimo da quella ‘sommatoria infinita’ di immagini ‘senza soluzione di continuità’ catturata nel primo scatto mediante l’utilizzo del filtro Neutral Density.

La conclusione è quella di utilizzare questa tecnica laddove sia impossibile usare un vero filtro ND.

Un buon compromesso che è sempre meglio di niente ma che, comunque, non potrà mai sostituire completamente l’effetto particolarissimo di questa tipologia di filtri.

Realizzare lunghe esposizioni senza filtri ND

Faccio seguito al mio articolo in cui spiegavo come ‘fondere’ due immagini, con il programma di fotoritocco Photoshop, per ottenere l’effetto tipico dei filtri NDG (filtri neutri digradanti).
Colgo l’occasione per ringraziare Stefano Candotti che con il suo successivo articolo, ha riscritto la procedura per gli utenti di GIMP.

Ringrazio anche i miei cari amici del Circolo Fotografico Paullese (Costanza, Fabrizio, Federico, Francesca, Giovanni, Stefano, Valentina e Valeria) con cui, nella serata di mercoledì scorso, abbiamo sperimentato questa tecnica per confermarne la bontà.

Partendo da quell’articolo, vorrei ora proporvi una tecnica che consente di ottenere foto a lunga esposizione anche di giorno. Foto del genere necessiterebbero di un filtro ND ‘completo’ che, a differenza di quello preso in esame nel mio articolo sopra menzionato, ha l’effetto di ridurre la luce incidente, uniformemente, in ogni zona del fotogramma. Nella procedura che andremo ora a vedere, tale effetto verrà ottenuto SENZA ALCUN TIPO DI FILTRO.

La particolarità di tale tecnica è consentire di ottenere foto a lunga esposizione a:

1) fotografi senza filtro ND (sembra banale ma non sempre si possiedono tali filtri o, magari, non li si hanno dietro nel momento in cui servono)
2) fotografi che utilizzano lenti per cui non è possibile montare un filtro ND: si pensi, ad esempio ai fish-eye, a lenti particolari non dotate di filettatura per il montaggio di filtri a vite (come il Sigma 12-24) oppure, ancor più banalmente, al caso in cui volessimo montare il nostro ND su una lente con un diametro differente da quello del filtro)
3) fotografi che utilizzano una fotocamera compatta o un fotocellulare (per tali tipi di dispositivi, l’utilizzo di un filtro ND è ovviamente impossibile)
4) situazioni in cui non si utilizza un cavalletto: perché non lo si possiede oppure perché non lo si è portato con noi, oppure perché non lo si può usare (interni di chiese, musei, mezzi pubblici, treni ed, in generale, luoghi in cui potrebbe arrecare fastidio)
5) ecc. ecc.

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Creare rifrazioni ottiche con gocce d’acqua

Vediamo come utilizzare l’effetto di rifrazione delle goccioline d’acqua per creare fotografie molto particolari.

Darò dei piccoli consigli sulle procedure da adottare e sugli strumenti da utilizzare per poter ottenere foto del genere.

Lo scatto (uno dei tanti che è possibile realizzare con questa tecnica) è il seguente:

 

dati scatto: Canon 5d, obiettivo Canon MP-E 65, f/11, 1 sec., iso=50, no flash

Vi spiegherò ora brevemente la tecnica che ho utilizzato, e gli strumenti utilizzati.
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