Quanto è distruttivo un JPEG?
17 novembre 2010 9 commenti
Il JPEG è lo standard di compressione immagini più diffuso (e quasi incontrastato nel web).
Ma in camera, quando si scattano le foto, e a casa, quando le si sviluppano in camera chiara, si può usare o si dovrebbe evitare, ricorrendo a formati non distruttivi?
La risposta è ovviamente a favore dei formati non distruttivi, quali il TIFF, il PSD e compagnia bella ma c’è chi, sotto la bandiera di una comodità d’uso e di una ‘snellezza’ nella memorizzazione (un JPEG arriva a pesare molto meno di uno dei formati prima citati, senza calcolare l’eventuale presenza di livelli aggiuntivi), ritiene il JPEG un compromesso accettabile.
Ho pensato a questo articolo per mostrarvi come un’immagine, a differenti livelli di compressione, venga modificata e si deteriori.
Per far questo, utilizzerò un’immagine campione e l’ausilio del software di elaborazione Photoshop CS5 ed un particolare metodo che consentirà (visivamente) di determinare le variazioni tra l’immagine originale non compressa e le sue versioni in formato JPEG.
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